Tra salute e bellezza, il ruolo, la missione e la sfida delle erbe Un percorso nelle meraviglie e nelle potenzialità della natura
Prendere in mano un Herbario è sempre un avvenimento che suscita curiosità ed emozioni, in quanto costituisce uno specchio delle ricchezze racchiuse in quel meraviglioso mondo che è la natura. Vederne la raffigurazione attraverso l’impianto grafico degli inizi del sec. XVII è motivo di meraviglia nel constatare come l’arte grafica sia riuscita a predisporre immagini la cui nitidezza permane evidente a distanza di secoli.
L’Herbario è stato lungo i secoli il prontuario che serviva in particolare alla medicina e alla farmacia per predisporre soprattutto medicamenti. L’esperto farmacista consultava in continuazione l’Herbario per preparare quanto necessario alla salute o comunque al benessere della persona.
Sfogliare oggi un simile Herbario è come immergersi nella medicina e nelle strategie di salute di ben altri tempi. L’elenco delle erbe, ma soprattutto l’elenco delle malattie con il relativo rinvio alle potenzialità curative delle erbe costituisce una pagina di storia della medicina con dei valori e informazioni di estremo interesse.
A livello culturale inoltre l’Herbario offre una miniera di informazioni che ancora oggi possono risultare interessanti e utili ai fini di una maggior conoscenza terminologica. Ogni erba infatti è presentata secondo questo schema: titolo, incisione, descrizione in latino delle potenzialità, terminologia (in varie lingue), forma, luogo in cui si può trovare, qualità e virtù. Scorrere questi testi è come lasciarsi avvolgere da un insieme di informazioni che oggi possono sorprendere per la loro accuratezza e novità, dato l’allontanamento dalle potenzialità della natura che in epoche recenti le nostre culture hanno realizzato a motivo dello sviluppo della medicina.
Il confronto con queste pagine permette di avere un’informazione diretta sulla conoscenza della natura verso la fine del sec. XVI. Il Cinquecento è un periodo che segna eventi particolari per la scienza. L’Umanesimo si è risolto nel Rinascimento, e anche in seguito alle grandi scoperte geografiche la conoscenza della natura ha avuto uno sviluppo unico nella storia. Ne sono un riflesso anche le erbe che provengono dal nuovo mondo o da altrove. Di conseguenza anche la medicina fa ulteriori passi nonostante la diffusione di situazioni di malattie che potranno essere debellate solo in tempi più recenti.
L’ampio e dettagliato elenco predisposto al termine del volume può offrire l’occasione per tornare alla terminologia latina o anche per cogliere la traduzione nelle principali lingue. Le curiosità che i termini sollecitano sono numerose, e nel loro insieme sono un costante invito a conoscere la natura nelle sue curiosità, nelle sue ricchezze, nelle modalità con cui è stata valorizzata lungo il tempo.
Tra salute e bellezza, il ruolo, la missione e la sfida delle erbe. In un tempo in cui l’attenzione alla natura è al centro di sensibilità e normative, scorgere la potenzialità di un determinato elemento naturale costituisce un invito al rispetto e ad una conoscenza ulteriore di quanto la creazione offre.
Nel contesto riemerge spontaneo il riferimento alla prima pagina della Bibbia quando con un linguaggio plastico e creativo il testo cerca di far comprendere l’origine e soprattutto la destinazione del creato a servizio della persona. Il terzo giorno «Dio disse: “La terra produca germogli, erbe che producono seme e alberi da frutto, che fanno sulla terra frutto con il seme, ciascuno secondo la propria specie”. E così avvenne. E la terra produsse germogli, erbe che producono seme, ciascuna secondo la propria specie, e alberi che fanno ciascuno frutto con il seme, secondo la propria specie. Dio vide che era cosa buona…» (Genesi 1,11-12).
Alla ricerca di un perenne “ben-èssere”. In un tempo in cui molteplici messaggi invitano a vivere bene, la riscoperta delle potenzialità della natura costituisce un invito alla conoscenza e al rispetto. Si può vivere bene se nel pluralismo degli stili di vita la dimensione anima-corpo è declinata per una simbiosi sempre più intima e profonda. A questo orienta il patrimonio del migliore pensiero etico di ogni cultura. E di questo c’è continuamente da far tesoro per un “vivere bene” in pienezza e in ogni età della vita.
Il Direttore Spirituale
Prof. Don Manlio Sodi