In cammino verso la Pasqua
Ogni anno il tempo della Quaresima segna per il credente un periodo di intensa preparazione alla Pasqua. Si tratta di un percorso fortemente connotato da impegno su diversi ambiti che chiamano in causa un più decisivo rapporto con il Vangelo e con le scelte conseguenti.
Prezioso in questo periodo è il confronto con i contenuti del Lezionario: è dalla conoscenza di quegli elementi che si comprende il senso della parola di Dio nel culto, e – in particolare – l’articolazione tematica e la pedagogia che animano il percorso verso la Pasqua.
In questa ottica la Quaresima presenta una grande ricchezza di parola di Dio, sia nei giorni festivi che feriali; le varie tematiche festive orientano in questo anno verso una riscoperta del Battesimo e delle sue implicanze. Così la linea delle cinque domeniche che conducono alla solennità delle Palme e quindi alla Settimana santa toccano temi che si intrecciano con il percorso formativo proprio dell’Iniziazione cristiana: tentazione, trasfigurazione, Samaritana, cieco nato e Lazzaro.
Su questo percorso si intesse tutto ciò che è racchiuso nella Settimana santa e soprattutto nel Triduo sacro: le peculiari celebrazioni anche per la loro unicità sono un invito a parteciparvi e a viverle come momento espressivo della fede.
Di conseguenza si apre lo sguardo di fede sul periodo di Pasqua: dalla domenica di Risurrezione a quella di Pentecoste il tempo scorre attraverso sette settimane. La presenza del Risorto con le sue apparizioni evidenzia la sua permanenza nella vita del fedele, nella comunità ecclesiale, nella storia… Ci è di garanzia proprio il dono di quello Spirito che nel giorno di Pentecoste scende su chiunque si lasci permeare dalla sua azione.
La Quaresima presenta sempre momenti forti di impegno e di revisione di vita. Accanto alle domeniche si pongono i momenti penitenziali: sia quelli espressi in gesti di rinunce corporali come in quello tipico della Riconciliazione. Educare a questo percorso è contribuire a riscoprire un aspetto essenziale della Pasqua e dunque dell’Eucaristia.
Il 22 febbraio è il mercoledì delle ceneri: la partecipazione all’Eucaristia è caratterizzata da un peculiare atto penitenziale costituito dal segno delle ceneri come richiamo al limite della nostra esistenza e come memoria penitenziale.
All’appuntamento dell’Eucaristia domenicale – imprescindibile sempre, ma in questo periodo quanto mai essenziale per le tematiche battesimali che vengono riproposte ogni tre anni – si alterna quello tradizionale della Via Crucis o anche della venerazione a Cristo crocifisso: e questo soprattutto in un tempo come il presente in cui il tentativo di eliminare il Crocifisso dallo sguardo della gente è più forte che mai!
Tutto questo per predisporre l’animo a vivere intensamente la “domenica delle palme” il cui segno caratteristico e tanto ricercato richiama il dono della pace costantemente da ricercare e invocare soprattutto nella partecipazione agli eventi pasquali.
L’insieme della Settimana santa conserva un fascino unico sia per le celebrazioni che si svolgono e sia per le manifestazioni tipiche della pietà popolare: liturgia e pietà popolare sono due aspetti finalizzati all’unico obiettivo costituito dalla vita in Cristo.
Nel ricordo del Congresso eucaristico diocesano realizzato lo scorso anno, è necessario richiamare il significato del Giovedì-Venerdì santo come momento di un’unica realtà: la passione e morte del Signore in rapporto all’istituzione dell’Eucaristia, e quindi la celebrazione dell’Eucaristia come memoriale del sacrificio della Croce.
Il tempo di Pasqua con le sue domeniche permette di rivivere il messaggio che traspare dalle apparizioni del Risorto. In questa linea emerge l’importanza della valorizzazione della Via Lucis. A continuazione della Via Crucis, quella della Luce è una via che permette di realizzare un percorso il cui contenuto è strettamente relazionato con quello delle domeniche.
Si attua in tal modo un percorso pedagogico di forte impatto formativo.
La domenica di Pentecoste è spesso organizzata con la sua celebrazione vigiliare, come momento ecclesiale per riscoprire il senso del dono dello Spirito, il ruolo del sacramento della Confermazione, e per verificare la presenza dello Spirito che opera nei sacramenti.
Nello specifico dell’itinerario formativo questo lungo periodo può costituire l’occasione per aiutare a cogliere i valori della liturgia della Parola in ogni Messa, e di riflesso l’articolazione della liturgia eucaristica quale memoriale del sacrificio della Croce.
Periodo ricchissimo e unico questo tempo; esso è chiamato “forte” perché è dalla sua esperienza che il fedele trae forza per continuare nel proprio itinerario quotidiano. L’intreccio con le numerose forme di pietà popolare costituisce un sostegno per quel cammino che ha bisogno di richiami culturali e di motivazioni spirituali per procedere nel tempo.
Il Direttore Spirituale
Prof. Don Manlio Sodi