Don Manlio SodiApprofondimenti

Dalla «Via Crucis» verso la «Via Lucis»

Chi non conosce la «Via Crucis»? è una forma di pietà popolare talmente diffusa che tutti ne conoscono bene almeno il nome, anche se non sempre il contenuto.

Si tratta di una forma di meditazione sugli ultimi eventi della vita terrena di Gesù, fino alla deposizione del suo Corpo nel sepolcro. Il percorso attraverso quattordici soste cerca di sintetizzare in modo drammatico un itinerario che mentre permette di rivivere gli eventi invita a riflettere. E quante forme di «Via Crucis» oggi sono presenti! Le centinaia di riflessioni non fanno altro che tratteggiare momenti diversi di accostamento della vita delle persone e delle istituzioni a quel percorso che ha portato il Redentore fino al compimento della missione: la Croce. Ma la storia non si è fermata lì.

L’origine di questa devozione risale all’alto Medio Evo, quando i pellegrini in Terra Santa ripercorrevano i luoghi della Passione del Signore. Nella sua forma attuale la «Via Crucis», attestata già dalla prima metà del sec. XVII, è stata poi diffusa soprattutto da san Leonardo da Porto Maurizio (+ 1751) e successivamente arricchita da indulgenze dopo l’approvazione della Sede Apostolica.

I venerdì di Quaresima e soprattutto il Venerdì Santo hanno come appuntamento peculiare la «Via Crucis» quale segno di partecipazione dei fedeli al mistero della Passione e quasi come prolungamento dell’azione liturgica. I vari testi – emblematico rimane quello che accompagna il Vescovo di Roma nell’esperienza orante presso il Colosseo – scaturiscono sempre dagli eventi biblici sempre accompagnati da un incedere processionale e da soste piene di riflessione.

Ma, tutto si ferma davanti al sepolcro? Se da una parte non è opportuno aggiungere un’ulteriore stazione con la contemplazione della Risurrezione, dall’altra la pietà popolare in tempi recenti ha maturato un’esperienza spirituale che attinge la sua linfa vitale proprio dalla Risurrezione e dalle apparizioni del Risorto. Ed ecco la «Via Lucis». Un percorso articolato attorno alle quattordici apparizioni del Risorto.

Sulla linea della «Via Crucis» la «Via Lucis» delinea un cammino all’insegna di quella luce che scaturisce proprio dalle apparizioni del Risorto: da quella della Risurrezione, all’Ascensione, fino al suo ritorno finale nella gloria.

Il percorso attraverso i quattordici appuntamenti offre la possibilità di un confronto particolare con i messaggi che il Risorto affida ai suoi per incoraggiarli e confermarli nella loro fede – si pensi per esempio all’episodio di Emmaus! -. Ma si apre anche la opportunità di una vera e propria pedagogia della fede. Con la metafora del cammino, infatti, la «Via Lucis» permette di constatare che la realtà del dolore è destinata ad essere trasfigurata in liberazione, gioia e pace: sono i valori essenzialmente pasquali.

«In una società che spesso reca l’impronta della cultura della morte, con le sue espressioni di angoscia e di annientamento – si legge nel Direttorio su pietà popolare e liturgia, al n. 153 – è uno stimolo per instaurare una cultura della vita, una cultura cioè aperta alle attese della speranza e alle certezze della fede».

Mai si riscopre e si apprezza tanto il valore di queste parole come nel nostro tempo, come in questa Pasqua in cui nonostante tutto avremo la possibilità di continuare ad annunciare che Cristo è risorto: è il Risorto che – solo – può illuminare penombre, oscurità e incertezze. La «Via Lucis» dà senso all’accettazione di ogni «Via Crucis»!

Il Direttore Spirituale

Prof. Don Manlio Sodi