La pastorale sociale e del lavoro non naviga al buio
Talvolta si è soliti intercettare l’espressione: «in questo momento si naviga al buio…». E in vari contesti l’espressione fotografa un’incertezza o anche una incompetenza che attende di essere superata.
Non così, invece, nel grande e complesso contesto della pastorale sociale e del lavoro entro cui si muove il pensiero della Chiesa. Più volte anche sull’«Araldo» sono apparsi interventi per evidenziare ora un aspetto ora un sussidio o un documento. Questa volta l’occasione è offerta da un volume fresco di stampa, dal titolo lineare: «Le encicliche sociali» accompagnato dal sottotitolo: «Dalla “Rerum novarum” alla “Fratelli tutti”», appena edito dalle Paoline.
Si tratta di un vero e proprio mini manuale – le stesse dimensioni di cm 11×17 lo confermano – ma di ben 1555 pagine in carta finissima! Titolo e sottotitolo ne dicono quasi tutto il contenuto. Si tratta delle encicliche che da Leone XIII – nel 1891 pubblica la «Rerum novarum» – hanno aperto la strada ad una riflessione sui temi sociali; una riflessione che passa attraverso la «Quadragesimo anno» di Pio XI (1931), la «Mater et magistra» (1961) e la «Pacem in terris» (1963) di Giovanni XXIII, per giungere al pensiero di Paolo VI espresso nella «Populorum progressio» (1967) e nell’«Octogesima adveniens» (1971). Giovanni Paolo II è intervenuto sui temi sociali con la «Laborem exercens» (1981), con la «Sollicitudo rei socialis» (1987), con la «Centesimus annus» (1991) e con la «Evangelium vitae» (1995). Benedetto XVI si esprimerà nella «Caritas in veritate» (2009). Finalmente papa Francesco manifesta il suo pensiero soprattutto nella «Laudato si’» (2015) e nell’enciclica «Fratelli tutti» (2020).
Ogni documento è sapientemente introdotto e presentato dal curatore Renzo Beghini. Nelle prime pagine si offre la chiave di lettura per far tesoro del contenuto. A queste fa da prezioso supporto l’Indice analitico dei temi principali. I pochi lemmi che racchiudono numerosi rimandi ai vari documenti – ambiente, bene comune, comunità internazionale, cultura, destinazione universale dei beni, dottrina sociale della Chiesa e Chiesa, economia, famiglia, lavoro, pace, partecipazione, persona diritti doveri vita, politica, solidarietà, sussidiarietà, e valori fondamentali della vita sociale – dicono da soli l’attualità del pensiero sociale della Chiesa e l’interesse sempre vivo per un corretto e sereno vivere nella società; ma offrono anche una chiave preziosa per conoscere o per approfondire un determinato argomento.
In tempi recenti, nel 2016, era apparso il «DOCAT. Che cosa fare? La dottrina sociale della Chiesa»: uno strumento agile, graficamente ben strutturato, edito dalla San Paolo, per presentare l’insieme della dottrina sociale sotto ben altra prospettiva. Possiamo dire che le due opere ora si completano in modo esemplare e permangono come un punto di riferimento essenziale per chiunque voglia tenersi informato sulla tematica.
Di fronte ad una raccolta di documenti si può rimanere perplessi e archiviare in un angolo della propria biblioteca il testo in attesa di consultarlo secondo il bisogno. Il gesto può andare anche bene, a patto che prima che la polvere cada su di esso il volume sia ben conosciuto per essere valorizzato al momento opportuno. È una sfida che permane soprattutto per coloro che credono di trovare in internet – quale sibilla del terzo millennio! – la soluzione ad ogni attesa. Il confronto con le pagine a stampa racchiude sempre un segreto di grande supporto per la memoria, e dunque per non navigare al buio o nella penombra delle incertezze nelle tante sfide che la vita sociale presenta.