Don Manlio SodiApprofondimenti

«Sinodo» è camminare insieme: verso dove? con quali mezzi? perché?

È stata una intuizione del papa Paolo VI quella dell’esperienza sinodale – cioè del «camminare insieme» -, ben nota e valorizzata soprattutto nel primo millennio quando gli incontri nei sinodi e più ancora nei concili costituiva un momento essenziale sia per fare il punto di certe situazioni e sia soprattutto per individuare percorsi di fede illuminanti per tutti e conseguenti scelte operative.

Finora sono già state realizzate ben 15 assemblee generali ordinarie; la prossima si celebrerà nell’ottobre del 2023, quando – tra l’altro – ci troveremo quasi alla vigilia del Giubileo del 2025.

Qual è il tema prospettato, e approvato da papa Francesco? «Per una Chiesa sinodale: comunione, partecipazione e missione». Tre parole chiave denotano un percorso e altrettante sfide. Comunione, partecipazione, missione denotano obiettivi sempre presenti nella vita della comunità ecclesiale; oggi tuttavia si impongono con una più forte urgenza soprattutto in considerazione delle problematiche che a livello mondiale e locale interpellano anche la fede.

Non c’è Chiesa senza «comunione»: di fede, ovvio, ma anche di intenti, di obiettivi, di capacità di condivisione e di saper lavorare insieme, di crescere in un percorso nella consapevolezza che l’impegno comunionale non significa solo essere in rapporti non conflittuali con il prossimo, ma essere artefici di un vivere e operare insieme verso lo stesso traguardo.

Non c’è Chiesa senza «partecipazione»: un coinvolgimento che cerca di coagulare la dimensione spirituale con quella materiale, le sfide sollecitate dalle culture e quelle che scaturiscono dal vivere sociale e politico, i progetti che si prospettano per un sentirsi in armonia con se stessi, con la società, con Dio.

Non c’è Chiesa senza «missione»: dire Chiesa è ricordare una Comunità aperta e disponibile, capace di trasmettere un’esperienza di vita che mentre è vissuta in prima persona si apre all’impegno di far conoscere i valori e le potenzialità che il Vangelo racchiude.

Tre termini dunque che denotano un cammino; non facile; ma non per questo non percorribile. Una tradizione di circa due millenni ci è di supporto, di luce, di esperienza viva… E oggi tutto questo va tradotto in categorie e con linguaggi nuovi, perché nuovo è il panorama che interpella ogni persona e istituzione. Per accogliere questo complesso orizzonte la Chiesa si mette al lavoro, questa volta cominciando dal basso, cioè dalle comunità parrocchiali e diocesane, per un ascolto reale del popolo di Dio e per garantire la partecipazione di tutti al processo sinodale. Non si tratta solo di un evento, ma di un vero e proprio processo che coinvolge in sinergia i fedeli, i vescovi, il papa, ciascuno secondo la propria funzione e responsabilità.

Ed ecco il percorso di cui saremo testimoni attivi: il prossimo 9-10 ottobre si apriranno i lavori in Vaticano alla presenza del Papa; il 17 ottobre il cammino avrà inizio nelle singole diocesi sotto la presidenza del vescovo. Alla luce di materiali che verranno predisposti, si attiverà la fase diocesana che si concluderà entro l’aprile del prossimo anno, in modo da realizzare un vero ascolto e dibattito in seno al popolo di Dio. Il punto culminante di questa fase sarà costituito da una riunione pre-sinodale che sarà lo specchio del discernimento diocesano. I risultati saranno affidati alla Conferenza dei Vescovi: sarà per loro il momento dell’ascolto di ciò che lo Spirito Santo ha suscitato nelle Chiese loro affidate.

La sintesi arriverà alla Segreteria Generale del Sinodo che elaborerà uno strumento di lavoro da affidare alle riunioni internazionali delle Conferenze episcopali, le quali saranno

chiamate al discernimento tra il settembre 2022 e il marzo successivo. Finalmente, nell’ottobre del 2023 si celebrerà in Vaticano il Sinodo dei Vescovi.

Un itinerario complesso? Sì, senza dubbio impegnativo ad ogni livello; ma lo richiede l’urgenza di leggere ciò che lo Spirito dice oggi alle Chiese per continuare in un cammino sinodale verso un traguardo comune in cui «comunione, partecipazione, missione» costituiscono il costante punto di riferimento, di verifica, di crescita secondo lo spirito del Vangelo e le attese di ogni persona.

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