Il Santo del Giorno

Santo del Giorno, 6 dicembre – San Nicola di Bari

San Nicola di Bari, noto anche come san Nicola di Myrasan Nicola dei Lorenesisan Nicola Magnosan Niccolò o san Nicolò, è stato un vescovo greco di Myra. La Chiesa cattolica, la Chiesa ortodossa e diverse altre confessioni cristiane lo venerano come santo.

La sua figura ha dato origine alla tradizione di Babbo Natale, personaggio noto anche al di fuori del mondo cristiano.

Le sue reliquie sono conservate, secondo la tradizione, a Bari e Venezia.

Biografia

Nacque probabilmente a Pàtara di Licia, intorno al 270 dopo Cristo. Non si hanno dati sulla sua infanzia. Ciò che si legge spesso nelle sue vite si riferisce alla Vita di un monaco Nicola vissuto tra il 500 e il 564 nella stessa regione e che fu vescovo di Pinara.

In seguito lasciò la sua città natale e si trasferì a Myra (oggi Demre), una città situata in Licia, una provincia dell’Impero bizantino, che si trova nell’attuale Turchia. Lì venne ordinato sacerdote. Alla morte del vescovo metropolita di Myra, il popolo lo acclamò come nuovo vescovo. Dopo la prigionia e l’esilio nel 305 durante la persecuzione di Diocleziano, Costantino lo liberò nel 313 e riprese l’attività apostolica.

Non è certo che sia stato uno dei 318 partecipanti al Concilio di Nicea del 325. Secondo la tradizione, comunque, durante il concilio avrebbe condannato duramente l’Arianesimo, difendendo l’ortodossia, e in un momento d’impeto avrebbe preso a schiaffi Ario. Gli scritti di Andrea di Creta e di Giovanni Damasceno confermerebbero la sua fede radicata nei principi dell’ortodossia cattolica. Ottenne dei rifornimenti durante una carestia a Myra e la riduzione delle imposte dall’Imperatore.

Morì a Myra il 6 dicembre, presumibilmente dell’anno 343.

San Nicola, Nicola di Myra icona russa – (Fonte: Wikipedia)

Culto e leggende

Il culto si diffuse dapprima in Asia Minore (nel VI secolo a Costantinopoli gli furono dedicate 25 chiese), con pellegrinaggi alla sua tomba, posta fuori dell’abitato di Myra. Numerosi scritti in greco e in latino ne fecero progressivamente diffondere la venerazione verso il mondo bizantino-slavo. Successivamente si venerò in Occidente, a partire da Roma e dal Meridione d’Italia, allora soggetto a Bisanzio.

San Nicola così diventò già nel Medioevo uno dei santi più popolari del cristianesimo e protagonista di molte leggende riguardanti miracoli a favore di poveri e defraudati.
Si narra che Nicola, venne a conoscenza di un ricco uomo decaduto. Egli voleva avviare le sue tre figlie alla prostituzione perché non poteva farle maritare decorosamente. Pare che San Nicola abbia preso una buona quantità di denaro, lo abbia avvolto in un panno e, di notte, l’abbia gettato nella casa dell’uomo in tre notti consecutive, in modo che le tre figlie avessero la dote per il matrimonio.
Un’altra leggenda narra che Nicola, già vescovo, resuscitò tre bambini che un macellaio malvagio aveva ucciso e messo sotto sale per venderne la carne.
Per questi episodi san Nicola è ritenuto un santo benefattore e protettore, specialmente dei bambini.

Il culto in Italia

In Italia il culto di san Nicola è radicato nelle regioni meridionali e in quelle settentrionali. Per questo motivo, anche se nella Chiesa cattolica la sua memoria liturgica è facoltativa, in Italia è diventata obbligatoria a partire dal 2017.

Il culto del santo nel Mezzogiorno: a Bari, oltre che il 6 dicembre, il santo è festeggiato dal 7 al 9 maggio, nella ricorrenza della traslazione delle ossa da Myra. Un lungo corteo storico ripercorre gli eventi del 1087 e la statua del santo va in processione su una barca poi lasciata in piazza per il culto pubblico. In questa occasione, numerosi pellegrini raggiungono la città. Essi provengono tanto dalle altre regioni italiane (Abruzzo e Calabria, soprattutto) quanto dalla Russia e dagli altri Paesi ortodossi.

Ad Albaneto di Leonessa (RI) vi è nel giorno della festa di San Nicola (6 dicembre) la distribuzione del pane benedetto.

A Cansano (AQ) san Nicola si festeggia due volte l’anno, il 26 giugno e il 6 dicembre, e, anche qui, per l’occasione, si distribuisce il cosiddetto “pane”.

La festività religiosa, a Capitignano (AQ), si mescola al culto pagano dei morti. Il 6 dicembre decine di bambini bussano alle porte delle abitazioni per chiedere “il pane di San Nicola“. Nel dialetto locale si chiama “le cacchiette de Santu Nicola” e si pronuncia la frase “Sia benedetta l’anima dei morti”. La famiglia che ha spalancato loro la porta della propria casa, risponde con l’espressione “Dio lo faccia”, mettendosi in tal modo in contatto sovrannaturale con i propri defunti.

A Cardinale (CZ) si festeggia il 6 dicembre e l’ultima domenica di maggio. È dedicata a San Nicola la Chiesa Matrice.

A Castelpoto (Bn), si conserva un’imponente scultura lignea policromata di san Nicola datata 1687. È costruita con legno di pero e fu il Cardinale Orsini, futuro Papa Benedetto XIII, all’epoca Arcivescovo di Benevento a benedirla. Il simulacro è molto pesante, non si porta mai in processione se non per qualche ricorrenza speciale. Proviene dall’antica chiesa del paese distrutta col terremoto del 1688. Nel 1992 il simulacro di san Nicola fu restaurato e ne riemersero gli antichi colori originali che tuttora si possono ammirare. La devozione a san Nicola a Castelpoto si attesta intorno alla fine del X secolo. Infatti il culto del Santo a Benevento e nel Sannio era già diffuso prima della traslazione delle sue reliquie a Bari. Per questo la Parrocchia di Castelpoto porta ancora il nome di san Nicola da Myra.

Papa Innocenzo XII nel 1698 e Papa Clemente XI nel 1717 diedero e rinnovarono l’indulgenza plenaria ai fedeli che visitano la chiesa di Castelpoto nel giorno di san Nicola. La sera del 6 dicembre, prima della Messa solenne, si snoda una fiaccolata che va dalla chiesa fino alla piazza principale del paese. Mentre al termine della Messa, secondo la tradizione, si recita la preghiera di affidamento del paese al Santo Patrono, Inoltre, si benedicono i bambini e i fedeli con la manna del Santo, si distribuiscono le pagnotte di san Nicola e si bacia la reliquia della manna.

A Forino (AV), la statua di San Nicola si trova nella chiesa della frazione Castello. Ogni anno l’ultimo giovedì di luglio è tradizione portare la statua nella chiesa dedicata a Santo Stefano a Forino. Quando l’ultimo giovedì di luglio coincide con la festa di Sant’Anna della frazione Celzi, si rimanda al primo giovedì di agosto. Si accoglie il santo in paese con falò che lo accompagnano lungo il percorso. Due domeniche dopo c’è la processione per le vie del paese per poi ritornare a Castello l’ultima domenica di settembre. Il 6 dicembre da Castello, come da tradizione, una carrozza trainata da un cavallo porta Babbo Natale per le vie del paese a distribuire caramelle ai bambini.

A Gallo di Comiziano (NA) la festa del 6 dicembre è preceduta dai falò, attorno ai quali si balla e si intonano canti della tradizione.

Anche a Gesualdo (AV) san Nicola si festeggia il 6 dicembre, con la recita dell’atto di affidamento della città al santo.

A Lettomanoppello (PE) i festeggiamenti sono ad ottobre, in ricordo del salvataggio del paese dalle incursioni saracene. Accadde che gli abitanti, implorando la protezione del santo circondandone la statua esposta al culto sul sagrato della chiesa, apparvero agli invasori come un numeroso esercito e li misero così in fuga.

A Maglie (LE) si venera come patrono dall’8 al 10 maggio. Il 9 maggio la statua del Santo si espone prima nella Chiesa Madre, e poi si porta in processione per le strade della città. Famose in tutta Italia (e non solo) le caratteristiche luminarie che vengono erette in suo onore, gli spettacoli pirotecnici e le sfilate bandistiche. Numerosi, inoltre, sono gli eventi e gli spettacoli organizzati in occasione dei festeggiamenti del Santo patrono.

A Molfetta (BA), la vigilia del 6 dicembre, si svolge “la Festa di San Nicola che viene dal mare”. Una folla di bambini festanti accoglie il Santo di Myra, che approda al porto a bordo di una motovedetta e prosegue in corteo tra le vie cittadine. Inoltre la mattina del 6 dicembre, i bambini riceveranno i doni e dolciumi lasciati da San Nicola durante la notte, oppure cenere e carbone per i bambini che non sono stati meritevoli.

San Nicola di Myra si venera come patrono anche nell’eparchia di Lungro, di rito bizantino. Nel paese di Lungro i tre giorni antecedenti il 6 dicembre si contraddistinguono per l’accensione dei falò, la distribuzione del pane benedetto e per la processione della statua del santo. La tradizionale distribuzione del pane è presente anche a Cerzeto (CS), dove la festa patronale è il 9 maggio, ricorrenza della traslazione. Mentre il 6 dicembre si tiene una fiera. La tradizione di Cardinale (CZ) vuole che durante lo spostamento di una statua del santo, i buoi che ne trainavano il carro furono impediti dal proseguire oltre. L’evento fu interpretato come la predilezione di san Nicola per quel paese.

A Stefanaconi si venera nella chiesa matrice eretta in suo onore dopo il terremoto del 1905. Egli infatti è il patrono del paese e la statua si porta in processione il 6 dicembre. Nei giorni prima la festa è preceduta dalla novena.

A Vastogirardi (IS) i festeggiamenti si celebrano il 6 dicembre e il 3 luglio, il giorno dopo la rappresentazione Il volo dell’angelo.

A Vico del Gargano (FG), nella chiesa di San Nicola situata nel centro storico, si venera il 6 dicembre. Si celebrano Sante messe sin da mattino e nel tardo pomeriggio durante la celebrazione solenne i novizi confratelli dell’Arciconfratenita del Santissimo Sacramento, che risiede nella chiesa, fanno la loro professione di fede giurando di seguire lo Statuto della confraternita sotto la protezione di San Nicola e della Madonna del Buon Consiglio. Dopo la Santa Messa nella piazza antistante la Chiesa si svolge la “Sagra d’autunno”. Si accende un grande fuoco su cui si arrostiscono castagne. Intorno al fuoco inoltre si riuniscono i componenti della confraternita e tutti i fedeli per intonare i canti Natalizi tradizionali. Comincia così il periodo natalizio a Vico del Gargano.

La tradizione di San Nicola che porta regali ai bambini in Italia è festeggiata anche a Molfetta, Trieste e Bolzano, in Friuli e in Alto Adige, nel Bellunese e nella Sinistra Piave, sotto il nome di San Nicolò.

In alcune di queste località, specie quelle vicino alle Alpi, è diffusa la tradizione tedesca del Krampus. Si tratta di un diavolo che esce dai boschi ai primi di dicembre. Secondo una tradizione, il Krampus si lascia “addomesticare” da San Nicolò, mentre in altre il Krampus accompagna il santo nelle sue visite ai bambini e minaccia di metterli nel sacco e portarli via se non si comportano bene.

Affresco medievale raffigurante san Nicola dalla Chiesa di Bojana, presso Sofia (Bulgaria) – Fonte: Wikipedia

Il culto nel resto del mondo

San Nicola è anche considerato santo patrono della Lorena, della città di Amsterdam e della Russia (in Siberia, tra le tribù dei Nenci convertite al cristianesimo l’antico Dio dei padri è stato sostituito dalla figura di San Nicola, da loro chiamato Mikkulai, oggetto di profonda venerazione).

Nelle località dell’Arco Alpino (Svizzera, Austria, Alto Adige) San Nicolò è solitamente accompagnato da un personaggio chiamato Krampus (Knecht Ruprecht nelle località più settentrionali) una sorta di diavolo a cui si attribuisce il ruolo di punitore di bambini. San Nicola è molto popolare anche in altri paesi Europei (Paesi Bassi, Francia, Belgio, Austria, Svizzera, Germania, Estonia e Repubblica Ceca).

Nei Paesi Bassi, in Belgio e in Lussemburgo, Sinterklaas (Kleeschen in lussemburghese) viene festeggiato circa tre settimane prima, nella notte tra il 5 e il 6 dicembre, data in cui distribuisce i doni (il suo compleanno risulta essere il 6 dicembre). Il culto di san Nicola fu portato a Nuova Amsterdam (New York) dai coloni olandesi (è infatti il protettore della città di Amsterdam), sotto il nome di Sinterklaas, dando successivamente origine al mito nordamericano di Santa Claus, che in Italia è quindi diventato Babbo Natale.

Sinterklaas appare come personaggio in numerose storie a fumetti Disney di produzione olandese.

Patronati

Il santo oggi è patrono di marinai, pescatori, farmacisti, profumieri, bottai, bambini, ragazze da marito, scolari, avvocati, prostitute, nonché delle vittime di errori giudiziari.

È patrono inoltre dei mercanti e commercianti ed alcuni gli attribuiscono anche il patronato sui ministranti.

 

 

Fonte: Wikipedia