Il Santo del Giorno

Santo del Giorno, 4 dicembre – Santa Barbara

Santa Barbara è una martire cristiana. Il luogo e l’epoca in cui è vissuta, a causa delle numerose leggende sorte intorno al suo nome, non sono chiaramente identificabili. Il suo culto però si attesta presso le comunità cristiane d’Oriente (Egitto, Costantinopoli) e Occidente (Roma, Francia) sin dal VI-VII secolo. Conobbe una grande popolarità nel Medioevo grazie alla Legenda Aurea. Nel 1969 fu rimossa dal calendario romano generale a causa dei dubbi sulla sua storicità. Rimane comunque una santa molto popolare grazie al numero dei suoi patronati (vigili del fuoco, marina militare, artificieri, artiglieri, genieri, minatori, architetti, ecc.).

Santa Barbara, sulla destra, nella Madonna Sistina di Raffaello Sanzio (Fonte: Wikipedia)

Agiografia

Della vita di questa santa esistono varie agiografie, nessuna delle quali coeva, con notevoli differenze tra loro.

Barbara è figlia di Dioscoro o Dioscuro, un uomo di religione pagana. In alcune agiografie, Dioscoro decide di rinchiuderla in una torre a causa della sua grande bellezza. Vuole proteggerla dal mondo esterno e dai pretendenti (che ella comunque respinge sistematicamente). Barbara va quindi a vedere i progetti per la costruzione della torre e nota che sono presenti solo due finestre, una a nord e una a sud. Quindi ordina ai muratori di costruirne una terza, per richiamare la Trinità. Prima di entrare nella torre, inoltre, si immerge tre volte in una piscina adiacente, battezzandosi da sola.

In altre versioni, Barbara è segregata come punizione per la sua disobbedienza. Nella torre, la giovane riceve l’istruzione di filosofi, oratori e poeti e, studiando, giunge alla conclusione che il politeismo è una farsa. Quando suo padre la libera temporaneamente, si converte al cristianesimo. In seguito suo padre decide di costruirle un’imponente piscina con due finestre, ed ella fa aggiungere una terza finestra a questo edificio (e non alla torre, come nella versione precedente). Altre versioni specificano che Barbara aderisce al cristianesimo studiando i testi di Origene e, una volta fuori dalla torre, si reca proprio da lui, ad Alessandria, per farsi battezzare.

Ad ogni modo, quando Dioscoro scopre la nuova fede della figlia tenta di ucciderla. Barbara riesce a sfuggirgli miracolosamente, trapassando le pareti della torre oppure volando su una montagna. In quest’ultimo caso, due pastori la vedono volare e uno dei due la tradisce rivelando a Dioscoro la sua posizione. Maledetto da Barbara, egli è trasformato in pietra, e il suo gregge di pecore in uno sciame di locuste. Riacciuffatala, suo padre la trascina davanti a un magistrato (o prefetto) di nome Martiniano o Marziano. La giovane rifiuta però di abiurare e subisce più volte delle torture. È avvolta in panni rozzi e ruvidi che le lacerano la carne, ma Cristo, apparendole di notte, cura le sue ferite.

I carnefici tentano quindi di ustionarla, ma le fiamme accese ai suoi fianchi si spengono quasi subito. Le tagliano poi i seni, la colpiscono alla testa con un martello, ed è costretta a sfilare nuda per le strade. Alla fine, suo padre la conduce in cima a una montagna e la decapita lui stesso. Insieme con lei subisce il martirio un’altra giovane cristiana, Giuliana. Un fulmine, o un fuoco venuto dal cielo come punizione per l’omicidio, incenerisce Dioscoro dopo essere sceso dalla montagna.

Un uomo di nome Valentino seppellisce Barbara e Giuliana, e presso la loro tomba cominciano ad avvenire guarigioni miracolose.

Francisco Goya, Santa Barbara (Fonte: Wikipedia)

Il culto

Il suo culto si attesta a partire dal VII secolo, periodo in cui appaiono i primi Acta del suo martirio. Essi, di origine forse egiziana, funsero da base per diverse agiografie composte nei secoli seguenti da vari autori, quali Simeone Metafraste, Usuardo e Adone di Vienne. Esistono però anche testimonianze precedenti di una sua venerazione. Tra queste un monastero a Edessa nel IV secolo e una basilica copta al Cairo nel VII secolo dedicati a lei. La santa era venerata a Roma già nel VII-VIII secolo, periodo a cui sono datate sue immagini nella chiesa di Santa Maria Antiqua. Il suo culto si attesta in Sabina e Umbria prima dell’anno 1000.

Intorno al IX secolo si venerava Barbara pubblicamente e ampiamente tanto nell’Oriente quanto nell’Occidente cristiano. Durante il Medioevo si diffuse, grazie al suo culto, l’uso del nome proprio Barbara. Tra il XV e il XVI secolo, si venerava in Germania come una delle quattro “grandi vergini”, assieme alle sante Dorotea, Caterina d’Alessandria e Margherita d’Antiochia. Il suo culto scemò progressivamente dopo il concilio di Trento, forse anche perché la giovane era considerata eccessivamente “ribelle” sia verso suo padre che verso l’autorità costituita.

Secondo alcune fonti, le reliquie della santa furono portate a Costantinopoli nel VI secolo. Da lì, nel XII secolo, Barbara Comnena le trasferì a Kiev, dove ora riposano nella cattedrale di San Vladimiro. Secondo altre fonti, Maria Argyropoula prelevò le reliquie da Costantinopoli e le portò a Venezia quando, verso il 1004, andò in sposa a Giovanni Orseolo.

Più avanti, durante il dogato di Ottone Orseolo, due fratelli di Giovanni, Orso e Felicita, ordinarono lo spostamento delle reliquie dalla basilica di San Marco al monastero di San Giovanni evangelista di Torcello. Con la secolarizzazione dei beni ecclesiastici voluta da Napoleone, le reliquie furono nuovamente spostate e collocate nella chiesa di San Martino di Burano, dove si trovano a tutt’oggi.

Negli antichi martirologi greci, così come nell’attuale martirologio romano, la data di commemorazione di santa Barbara è il 4 dicembre, ma va notato che tutti i martirologi del IX secolo la collocano invece al 16 dicembre. La santa è stata rimossa dal Calendario romano generale con la riforma del 1969, per via del suo carattere leggendario, ma è ancora presente nel Martirologio romano e la continuazione del suo culto è stata permessa.

 

 

Fonte: Wikipedia