Il Santo del Giorno

Santo del Giorno, 15 ottobre – Santa Teresa D’Avila

Teresa di Gesù, o d’Avila, al secolo Teresa Sánchez de Cepeda Dávila y Ahumada, è stata una religiosa e mistica spagnola.

«È tanta l’importanza dell’amore vicendevole che non dovreste mai dimenticarvene.»

(Teresa d’Avila)

Entrò nel Carmelo di Avila a vent’anni, fuggita di casa, dopo un travagliato percorso interiore che la condusse a quella che definì in seguito la sua “conversione” (a trentanove anni). Divenne una delle figure più importanti della Riforma cattolica grazie alla sua attività di scrittrice e fondatrice delle monache e dei frati Carmelitani Scalzi. Fondò inoltre monasteri in diversi luoghi di Spagna, e anche oltre (prima della sua morte nacque un monastero di Scalzi a Lisbona). Morì ad Alba de Tormes nel 1582 durante uno dei suoi viaggi.

Fu autrice di diversi testi nei quali presenta la sua dottrina mistico-spirituale e i fondamenti e le origini del suo ideale di Riforma dell’Ordine carmelitano. La sua opera maggiormente celebre è Il castello interiore (intitolato anche Mansioni). È un itinerario dell’anima alla ricerca di Dio attraverso sette particolari passaggi di elevazione, affiancata dal “Cammino di perfezione”, e dalle “Fondazioni” nonché da molte massime, poesie e preghiere.

Santa Teresa D’Avila, Museo del Prado (Fonte: Wikipedia)

Culto

Anche il corpo di Santa Teresa, così come per quello di altri santi, fu oggetto di attenzioni, vi fu un vero dissidio per accaparrarsi i suoi resti mortali. Nove mesi dopo la scomparsa, la sua bara fu riaperta e la salma ritrovata incorrotta. Le tagliarono quindi una mano perché anche le consorelle del primo monastero da lei fondato, San Giuseppe ad Avila, la venerassero.

Vi fu in seguito la spartizione delle reliquie, ancora oggi conservate. Il piede destro e una parte della mascella a Roma, la mano sinistra a Lisbona, quella destra a Ronda (Spagna). Fu proprio questa la reliquia che Francisco Franco, dittatore spagnolo, strappò alle suore carmelitane conservandola fino al giorno della sua morte. Il corpo, da cui è stato peraltro estratto il cuore (ben visibile in un reliquiario al museo della chiesa di Alba de Tormes), è ancor oggi conservato sull’altare maggiore della stessa chiesa.

La Chiesa la definisce “vergine serafica” e “santa dall’eminente dottrina”. Papa Paolo V la beatificò il 24 aprile 1614, Papa Gregorio XV la canonizzò quarant’anni dopo la morte, il 12 marzo 1622, insieme ad altre grandi figure del periodo della Controriforma quali Ignazio di Loyola, Francesco Saverio e Filippo Neri. Le Corti Generali (il Parlamento spagnolo) l’acclamarono patrona nel 1617. Le sue opere mistiche influenzarono molti scrittori successivi, tra cui Francesco di Sales. Papa Paolo VI proclamò solennemente Teresa d’Avila Dottore della Chiesa il 27 settembre 1970. Fu la prima donna a ricevere tale titolo, fino ad allora concesso soltanto a uomini. La seguiranno Santa Caterina da Siena la settimana successiva, Teresa di Lisieux (1997), carmelitana scalza come lei, e Ildegarda di Bingen (2012).

È patrona degli scrittori assieme a San Giovanni Evangelista, Cassiano di Imola e François de Sales

«Questo suo sentire con la Chiesa, provato nel dolore alla vista della dispersione delle forze, la condusse a reagire con tutto il suo forte spirito castigliano nell’ansia di edificare il regno di Dio; decise di penetrare nel mondo che la circondava con una visione riformatrice per imprimergli un senso, un’armonia, un’anima cristiana. A distanza di cinque secoli, santa Teresa di Avila continua a lasciare le orme della sua missione spirituale, della nobiltà del suo cuore assetato di cattolicità, del suo amore spoglio di ogni affetto terreno per potersi dare totalmente alla Chiesa.»

(Dall’omelia di papa Paolo VI il giorno della proclamazione di S. Teresa d’Avila dottore della Chiesa)

Le stimmate nel cuore

Il cuore della santa è conservato in una teca ad Alba de Tormes, in Spagna, dove è possibile osservare delle ferite. Dopo la sua morte, sottoposta ad autopsia, fonti del tempo sostengono avvenne un evento miracoloso. Si dice che, estrattole il cuore, si osservarono proprio le cinque ferite che ella aveva descritto, attribuite secondo la chiesa alla transverberazione di cui una di dimensioni superiori ai 5 centimetri.

 

 

Fonte: Wikipedia