Il Santo del Giorno

Santo del Giorno, 14 giugno – Sant’Eliseo

Eliseo (in ebraico אֱלִישַׁע, Elišaʿ, che significa “Dio è mia salvezza”) fu un profeta ebraico la cui vicenda si narra nella Bibbia. La religione islamica lo considera uomo saggio e anche profeta e lo chiama Al-Yasa.

Eliseo era figlio di Safàt, da Abel-Mecolà, e divenne discepolo di Elia, dopo che questi ricevette una profezia sul Monte Oreb (Sinai) nella quale Dio gli diceva appunto di aver scelto Eliseo come suo erede spirituale. Lungo la via dal Sinai alla città di Damasco, Elia incontrò Eliseo che arava con dodici paia di buoi e conduceva la dodicesima coppia. Elia lo raggiunse e gli pose il suo mantello sulle spalle, in segno di presa in carico della sua persona. Eliseo comprese il significato del gesto e chiese solo di salutare i suoi genitori.

Poi Eliseo prese un paio di buoi, li uccise e li macellò; cucinò la carne con il fuoco acceso dalla legna del giogo; quindi ne offrì da mangiare al suo popolo. Così Elia adottò Eliseo come un figlio e lo investì del suo ruolo profetico (l’evento risale a circa quattro anni prima della morte del Re d’Israele Àcab). Eliseo fu il principale discepolo di Elia, finché quest’ultimo non fu rapito in cielo, sopra un cocchio fiammeggiante, mentre percorreva la strada per Gèrico.

Eliseo rifiuta i doni di Naaman – Dipinto di Pieter De Grebber (Fonte: Wikipedia)

Grazie al prodigioso mantello di Elia, che egli aveva fatto in tempo a far cadere, Eliseo attraversò il fiume Giordano e giunse a Gèrico dove lo riconobbero come il vero erede di Elia. In questa città compì il miracolo di guarire con del sale e dell’acqua la sua terra arida.

Dopo il transito a Bethel, dove la popolazione adorava un vitello d’oro, un gruppo di bambini schernì Eliseo per la sua calvizie. Egli li maledisse per tale offesa e Dio provvide a inviare due orse, miracolosamente apparse dalla foresta, che massacrarono 42 fanciulli tra coloro che osarono prendersi gioco del profeta.

Prima di stabilirsi in Samaria, rimase per un po’ sul Monte Carmelo. Una sua visione preannunciò la vittoria dell’esercito dei moabiti nella guerra. Guidò la nazione d’Israele contro i suoi nemici, in particolare contro i Siriani.

Durante l’impero di Giuliano l’Apostata andarono distrutte le reliquie di molti santi, tra cui Eliseo e Giovanni Battista. Tuttavia, secondo Rufino d’Aquileia, i cristiani riuscirono a portarle in salvo; i monaci copti del monastero di San Macario il Grande a Scete in Egitto documentarono il loro ritrovamento durante i lavori di restauro, intorno al 1970.

La Chiesa cattolica lo venera come santo e ne celebra la memoria il 14 giugno. La generalità delle chiese cristiane venera Eliseo. Anche ebrei e mussulmani lo venerano (come profeta).

Il culto di Elia e di Eliseo si diffuse in Occidente per opera dei Carmelitani, divenuti una festa per l’Ordine a partire dal 1399.

Le reliquie del profeta Eliseo arrivarono a Ravenna nel 718 e poste nella cappella della chiesa di San Lorenzo dedicata ai santi Gervasio e Protasio(425 d. C.). Nel 1603 questa chiesa fu distrutta, e si perse traccia delle reliquie, tranne il capo di Eliseo che è esposto nella Basilica di Sant’Apollinare Nuovo.

 

 

Fonte: Wikipedia