Commento al Vangelo, 1 maggio 2022 – Gv 21,1-19
In questo brano c’è un avverbio “di nuovo”. Gesù appare “di nuovo” Secondo Giovanni è la terza volta che appare ai suoi. Questa parola “di nuovo” sta ad indicare il modo di fare divino: Gesù continua ad apparire, a confermare i suoi. Non viene una sola volta nella nostra vita, ma continuamente viene a visitarci. Il problema, quindi, non è se Dio ci visita oppure no. Siamo noi che dobbiamo imparare a stare attenti ai segni della sua presenza, pena non riconoscerlo.
Nel brano evangelico, Pietro non si accorge che è il Signore anche se la barca distava solo un centinaio di metri dalla riva. Erano, gli apostoli, tutti ciechi oppure era ancora così buio da non poter riconoscere una persona seppur vicina? Questo succede nella nostra vita: il Signore passa così vicino a noi e non lo riconosciamo. Gesù era già apparso due volte agli apostoli riuniti, ma questa volta non lo riconoscono. Erano corti di vista e lo siamo anche noi.
Siamo chiamati a riconoscere i segni della visita del Signore. Quali sono questi segni?
1. Primo segno: si vede la presenza del Signore dalla sua mancanza.
Gli apostoli non pescano nulla durante la notte. E il Signore dalla riva non chiede se hanno pescato, ma se hanno da mangiare. Per questo ordina loro di gettare le reti dalla parte destra della braca. E finalmente pescano. Quando nella nostra vita cominciamo ad avere fame, quando viene a mancare qualcosa di vitale, è il segno che il Signore ci viene a visitare con la sua benedizione e per incoraggiarci a obbedire alla sua parola. Quando ci manca qualcosa, dobbiamo avere il coraggio di tornare alla parola del Signore senza paura come gli apostoli che obbedirono al comando di Gesù e gettarono nuovamente la rete; allora troveremo da mangiare.
Il primo modo per vedere presente il Signore è credere al vangelo, aggrapparsi alle promesse del vangelo e obbedire al vangelo.
2. Secondo segno: si vede la presenza del Signore dalla benedizione.
Gli apostoli presero una grande quantità di pesci. Di chi è stato il merito? Si vede la presenza del Signore non solo dalla fame, ma anche dai doni. Se vogliamo vedere il Signore, dobbiamo avere un cuore grato che sa ringraziare per ogni dono. E i doni si scoprono se si possiede uno spirito di gratitudine. L’ingratitudine ci fa illudere che è tutto merito nostro; la gratitudine mostra invece il donatore e i nostri occhi diventano capaci di vedere la presenza del Signore. È Giovanni infatti che riconosce Gesù e lo indica agli altri. Uno spirito grato non solo sa vedere, ma sa anche indicare e annunciare.
Il secondo modo per vedere presente il Signore è cominciare a ringraziare per ogni cosa.
3. Terzo segno: si vede la presenza del Signore dalla comunione.
Gli apostoli scendono e trovano che Gesù ha già preparato del cibo pronto per loro: pesce e pane. È già tutto pronto e cominciano a mangiare. Di nuovo sono assieme, attorno ad una mensa. Nessuno fa domande forse perché sono superflue; ciò che conta è la presenza, lo stare assieme. Un altro segno che indica la visita del Signore è la comunione, lo stare insieme. E questa mensa è fatta anche dai pesci appena pescati, come ad indicare che la comunione esige che ognuno porti del suo. Se si vuole vedere la presenza del Signore nella propria vita, allora bisogna creare comunione con gesti concreti di condivisione perché lo stare insieme sappia di gioia e fratellanza. Il Risorto si disvela sempre dove c’è una comunione voluta e cercata.
Il terzo modo per vedere presente il Signore è creare comunione con i fratelli.
Sempre il Signore ci visita. Solo dobbiamo avere occhi per riconoscerlo.
Il Signore è sempre presente. Lo vediamo quando obbediamo al vangelo, quando sappiamo essere grati e quando creiamo comunione.
Vangelo, gratitudine, comunione solo le tre parole della manifestazione del Risorto in mezzo a noi.