Il Santo del Giorno

Santo del Giorno, 26 aprile – San Cleto

Cleto o Anacleto è stato il 3º vescovo di Roma e papa. La Chiesa cattolica lo venera come santo. Fu papa, orientativamente, dall’80 al 92.

Da quanto racconta il Liber Pontificalis, Cleto nacque ad Atene in Grecia, figlio di Antioco. Visse sotto gli imperatori Tito Flavio Vespasiano, Tito e Domiziano. Quest’ultimo scatenò una violenta persecuzione contro i cristiani che culminò nell’anno 95.

Fu papa sotto il regno di Tito quando, il 24 agosto del 79, l’eruzione del Vesuvio causò la distruzione delle città di Stabiae, Ercolano e Pompei. Nella storia di Roma di quel periodo si ricorda che l’anno successivo all’eruzione ci fu l’inaugurazione dell’anfiteatro Flavio. E nell’85, ci fu l’inaugurazione dello stadio Domiziano, che corrisponde all’attuale piazza Navona.

Questi tre episodi provocarono diversi stati d’animo e reazioni nella comunità cristiana. Il primo fu letto, insieme alla distruzione di Gerusalemme di nove anni prima, come un indizio della prossima fine del mondo e del conseguente avvento del profetizzato regno di Dio. Gli altri due rappresentarono un trionfo del paganesimo ed un netto ridimensionamento delle aspettative cristiane.

Durante il suo pontificato ordinò 25 sacerdoti, ai quali avrebbe imposto la tonsura. Inoltre curò l’edificazione di un sepolcro presso la Tomba di Pietro, dove venne sepolto.

Cleto morì verso l’anno 92, quasi sicuramente per una morte naturale: per quell’anno, infatti, non sembra testimoniata alcuna persecuzione anticristiana. Lo seppellirono nella necropoli vaticana, nei pressi della tomba di Pietro.

Dopo una disputa durata per secoli, l’Annuario Pontificio del 1947 ha stabilito che la figura di papa Anacleto coincide con quella di Cletus. Già Eusebio di Cesarea, Ireneo di Lione, Agostino d’Ippona e Ottato di Milevi consideravano Cleto ed Anacleto la stessa persona. Ma essi non concordavano per l’ordine di successione dei primi papi. Ireneo elencava, nell’ordine, Lino, Anacleto e Clemente, ma Agostino e Ottato elencavano Lino, Clemente e Anacleto. Tertulliano, addirittura, li ometteva entrambi.

 

Fonte: Wikipedia