Santo del Giorno, 19 aprile – San Leone IX
Leone IX, è stato il 152º papa della Chiesa cattolica, dal 1049 alla sua morte, quarto papa tedesco della Chiesa cattolica.
Tedesco di lingua ed etnia, proveniva da una nobile famiglia dell’Alsazia. Ricevette una completa istruzione a Toul, dove successivamente divenne canonico e, nel 1026, vescovo.
Alla morte di papa Damaso II, un’assemblea tenuta a Worms nel dicembre 1048 lo scelse come suo successore. Sia l’imperatore che i delegati romani vi concorsero. Ma egli richiese, come condizione per la sua accettazione, di andare a Roma per essere eletto canonicamente per voce del clero e del popolo.
Partendo poco dopo Natale, si incontrò con l’abate Ugo di Cluny a Besançon, dove lo raggiunse il giovane monaco Ildebrando, già assistente di papa Gregorio VI e futuro papa Gregorio VII. Arrivando a Roma in abiti da pellegrino nel febbraio seguente, lo accolsero con molta cordialità e alla sua consacrazione assunse il nome di Leone IX.

Uno dei suoi primi atti pubblici fu quello di tenere il noto Sinodo di Pasqua del 1049, nel quale si confermò il celibato ecclesiastico per chiunque fosse almeno suddiacono e nel quale riuscì a rendere chiare le sue convinzioni contro ogni tipo di simonia. Durante il resto dell’anno viaggiò attraverso l’Italia, la Germania e la Francia, percorsi che divennero una caratteristica del suo pontificato. In uno di questi viaggi si fermò all’Abbazia di Reichenau instaurando rapporti di stima con Ermanno il contratto.
Si unì al Sacro romano imperatore Enrico III in Sassonia, e lo accompagnò a Colonia e ad Aquisgrana. A Reims indisse un incontro dell’alto clero, tramite il quale passarono diversi e importanti decreti di riforma. Tenne un concilio anche a Magonza, al quale parteciparono rappresentanti del clero italiano e francese così come di quello tedesco, ed ambasciatori dell’imperatore bizantino; anche qui simonia e matrimonio del clero furono le questioni principali.
Dopo il suo ritorno a Roma, tenne un nuovo Sinodo di Pasqua (29 aprile 1050), il cui argomento principale fu la controversia sugli insegnamenti di Berengario di Tours. Nello stesso anno, presiedette i sinodi provinciali di Salerno, Siponto e Vercelli, mentre in settembre rivisitò la Germania, ritornando a Roma in tempo per il terzo Sinodo di Pasqua, nel quale si considerò la riordinazione di coloro i quali erano stati ordinati dai simoniaci. Tra 1049 e 1050 conferma anche facoltà e proprietà del monastero di Sansepolcro, proseguendo l’attenzione dei suoi predecessori verso questo monastero, sostenuto anche dagli imperatori.
Convocò un concilio a Roma nel 1051 in cui decretò che le donne che si fossero prostituite con degli ecclesiastici entro le mura di Roma dovessero diventare eternamente schiave al servizio del palazzo Lateranense.
Nel 1052 raggiunse l’imperatore a Presburgo e cercò invano di assicurare l’unione degli ungheresi alla Sede Apostolica. Nel 1053 eresse la diocesi di Aversa in Campania; tra 1049 e 1054 riconobbe i diritti dell’abate benedettino di Sansepolcro.
Dopo un quarto Sinodo di Pasqua nel 1053 Leone, non fidandosi pienamente dell’imperatore Enrico III, cercò un avvicinamento con i bizantini. Pertanto, alleatosi coi bizantini, si mosse contro i Normanni nel sud Italia con un esercito di volontari italiani e tedeschi, ma le sue forze subirono una sconfitta totale nella battaglia di Civitate del 15 giugno 1053.
Comunque, nell’uscire dalla città per incontrare il nemico, lo ricevettero con ogni segno di sottomissione. Inoltre, lo implorarono per lo sgravio dalla pressione del suo bando e gli giurarono fedeltà e omaggio. Dal giugno 1053 al marzo 1054 lo imprigionarono a Benevento in onorevole cattività finché non lo liberarono. In questo periodo Leone IX capì come i normanni fossero destinati a diventare la nuova potenza territoriale e prese in considerazione un ribaltamento di alleanze.
Poco dopo il suo ritorno a Roma, Leone IX morì il 19 aprile 1054. Sul letto di morte, le sue ultime parole furono rivolte a Dio affinché “i fedeli Beneventani che in tuo nome si addossarono la mia cura così onestamente e mi servirono così abbondantemente, e tutti gli altri fedeli, Egli si degnasse di benedire e di preservare”. Da parte loro, i beneventani dedicarono a Leone IX una chiesa, abbattuta in seguito, di cui è rimasta intatta soltanto una epigrafe che recita: “Devotamente il Presule Ulderico assai soddisfatto, si dimostrò presente e consacrò il Tempio, in onore del glorioso papa Leone IX”.
Fonte: Wikipedia