Il Santo del Giorno

Santo del Giorno, 10 luglio – Sante Rufina e Seconda

Le sante Rufina e Seconda (morte a Roma nel 257) sono venerate come sante, vergini e martiri dalla Chiesa cattolica. Benché l’antichità e la diffusione del culto attestano la loro storicità, come dimostra anzitutto l’edificazione di una basilica in loro onore già nel IV secolo a opera di papa Giulio (337-352), la loro storia è stata arricchita nel corso dei secoli da episodi leggendari.

Agiografia

Secondo la tradizione agiografica, Rufina e Seconda erano due giovani sorelle cristiane e il padre, il senatore Asterio, le aveva promesse in spose a due loro correligionari, Armentario e Verino.

Questi ultimi, quando l’imperatore Valeriano (253 – 260) diede nuovo impulso alle persecuzioni anticristiane, rinnegarono la loro fede, invitando anche Rufina e Seconda a farlo.

Di fronte al loro rifiuto, le denunciarono alle autorità. Le giovani tentarono di fuggire e raggiungere l’Etruria, ma vennero arrestate e condotte dinanzi al prefetto Gaio Giunio Donato il quale, dopo averle sottoposte a vari tormenti per convincerle ad abiurare, le condannò a morte.

Le sorelle vennero condotte in un luogo chiamato Silva Nigra, sulla Via Cornelia, al nono miglio da Roma, dove Rufina venne decapitata, mentre Seconda fu picchiata fino alla morte. In onore del loro martirio e di quello dei santi Marcellino e Pietro, il posto venne ribattezzato Silva Candida. La matrona Plautilla, avvertita in sogno, diede sepoltura ai corpi delle martiri.

Martirio delle Sante Rufina e Seconda (Fonte: Wikipedia)

Culto

Papa Giulio I (337 – 352), nel IV secolo, fece erigere una basilica che nel V secolo elevarono a sede episcopale. La diocesi di Selva Candida, o di Santa Rufina, si unì durante il pontificato di Callisto II (1119 – 1124) a quella suburbicaria di Porto, che assunse il nome di Sede suburbicaria di Porto-Santa Rufina.

La loro Memoria liturgica cade il 10 luglio.

 

 

Fonte: Wikipedia