Santo del Giorno, 10 giugno – Santa Faustina di Cizico
Faustina di Cizico, romana originaria dell’Anatolia. La Chiesa cattolica la venera come santa.
Il martirio di Faustina è legato a quello di Evilasio, entrambi di Cizico, antica città nell’Ellesponto. Evilasio, primo ministro della reggia, condusse la cristiana Faustina al supplizio. Ma durante le torture si manifestarono dei prodigi che lo indussero a convertirsi alla fede cristiana. Il prefetto che andò a sua volta a condannare il ministro Evilasio, fece torturare entrambi. Ma il tentativo fu vano, perché ogni supplizio risultava inutile dinnanzi al fervore della loro fede, finché una voce proveniente dal cielo li chiamò e così esalarono lo spirito.
Le spoglie della santa vennero rinvenute nel 1830 nelle catacombe di San Callisto a Roma in un loculo. Su questo loculo c’erano le scritte “Fana”, abbreviativo del nome Faustina, e “CCCIII” (303), l’anno di sepoltura, il che fa presumere che il martirio avvenne al tempo di Diocleziano. Nel loculo si rinvenne anche un’ampolla di sangue. I periti anatomici analizzarono i resti, una volta esumati. Osservando la grandezza delle ossa, si giunse alla conclusione che si trattasse di una ragazza dell’età di circa 13 anni.

Con breve del 31 luglio 1839 papa Gregorio XVI concesse che le spoglie della santa fossero traslate nella città di Palma Campania. Qui il canonico locale Francesco Dello Iacono aveva appunto richiesto i resti di una martire santificata. Successivamente i resti della santa, chiusi in una cassetta con sigilli papali, giunsero il 1º settembre dello stesso anno a Napoli. Qui il canonico Dello Iacono li rilevò e li portò a Nola al cospetto del vescovo Gennaro Pasca che procedette a far rimuovere i sigilli papali e diede il nullaosta per una sistemazione opportuna dei resti.
Le spoglie della santa, ricomposte in un’urna di vetro presso la Casa dei Dottrinari di San Nicola de Caserti, giunsero il 1º ottobre nella chiesa dei liguorini di Somma Vesuviana. Il giorno successivo arrivarono in quella dei Padri Riformati di San Gennaro Vesuviano. Da qui ripartirono per giungere finalmente il 3 ottobre nella chiesa di San Michele Arcangelo di Palma Campania. Da allora la santa è venerata oltre che nel suo giorno, il 10 giugno, anche il 3 ottobre, giorno in cui giunse nella città.
Gregorio XVI poi, con breve del 31 gennaio 1841, concesse l’indulgenza plenaria alle seguenti condizioni. Bisognava confessarsi ed aver ricevuto la comunione, visitare la santa il giorno di Pasqua, il 10 giugno e l’8 settembre, giorno della Natività della Beata Vergine Maria.
Fonte: Wikipedia