Santo del Giorno, 10 aprile – Sant’Ezechiele
Ezechiele nacque verso la fine del regno di Giuda, intorno al 620 a.C. Apparteneva ad una famiglia di sacerdoti, ma visse ed operò da profeta.
Fu deportato in Babilonia nel 597 a.C. assieme al re Ioiachin . Si stabilì nel villaggio di Tel Abib sul fiume Chebar, lungo il canale di Khabur, vicino all’antica città di Nippur nell’odierno Iraq.
Cinque anni più tardi ricevette la chiamata alla missione di profeta. Doveva rincuorare i Giudei in esilio e quelli rimasti a Gerusalemme. Non è conosciuta la data della morte, ma si sa solo che era ancora vivo 22 anni più tardi della chiamata profetica.
Inascoltato all’inizio della sua missione, dopo la caduta di Gerusalemme il popolo gli diede ascolto perché aveva compreso la veridicità delle sue profezie.
Dalla Bibbia si evince che ricevette delle profezie complesse ed era in grado di vedere i fatti che si verificavano a Gerusalemme, pur essendone distante. Rileva comunque lo storico ed archeologo Mario Liverani come nel libro di Ezechiele “il testo del profeta ha poi senza dubbio subito degli aggiustamenti post eventum“.
Vedeva se stesso come pastore che doveva vegliare sul popolo, guidandolo dall’interno. Si considerava come anticipatore del Messia. Si presentava anche come guardiano del popolo poiché doveva annunciargli l’imminente giudizio di Dio. Accusava gli israeliti per i loro peccati e li invitava alla conversione.

(Michelangelo, volta della Cappella Sistina) – (Fonte: Wikipedia)
Centro del messaggio di Ezechiele era la trascendenza di Dio, caratteristica condivisa con gli altri grandi profeti scrittori. Egli infatti apre quasi tutti i suoi oracoli con l’espressione giunse a me la parola di Jhwh.
Come gli altri profeti, di solito non usa l’espressione spirito, anche se talvolta essa appare in riferimento letterale al soffio divino o ad un generico spirito che prende possesso del profeta, senza altre specificazioni. Solo di rado Ezechiele parla esplicitamente dello spirito di Dio.
Ezechiele aveva fatto proprio anche un messaggio di giudizio. Giuda aveva disobbedito alle leggi di Dio, trascurato il sabato, profanato il Tempio, praticato l’impurità, stretto legami con popoli stranieri. Per questo doveva essere punito. Ma Ezechiele si fece portatore anche di un messaggio di speranza, perché Giuda si sarebbe risollevato dalla sua caduta come un morto che risuscita dalla tomba.
Il culto di Ezechiele è stato introdotto molto presto dalla Chiesa cattolica. Il suo nome risulta inserito già nel Martirologio di San Beda al 10 aprile.
Fonte: Wikipedia