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Commento al Vangelo, 30 aprile 2023 – Gv 10,1-10

In questo brano del vangelo si parla dell’estraneo che vuole sostituirsi al pastore delle pecore, ma che queste non lo riconoscono come tale, ma fuggono lontano da lui.
Chi è questo estraneo di cui parla Gesù?
Lo si può capire mettendolo in comparazione con la figura del pastore che le pecore seguono.
Il pastore entra ed esce dalla porta, chiama con il proprio nome le pecore, le porta fuori, le fa camminare, ma soprattutto lui cammina con loro. Sembra che il fine di queste azioni è creare una comunione che si concretizza nel saper camminare assieme.
Questa è la missione di Gesù: camminare con noi e fare in modo che possiamo camminare assieme, riscoprirci pecore che appartengono ad un solo gregge e seguono un solo pastore.
L’estraneo, di conseguenza, non fa camminare assieme le pecore, ma le disperde. L’estraneo distrugge ogni unità, ogni solidarietà, ogni possibilità di accoglienza e di amicizia. L’estraneo divide, il pastore unisce.
Ecco che la garanzia che seguiamo Gesù e non un estraneo, è data dal camminare assieme, dall’avere odore di pecore che non è riservato solo al pastore, ma a tutti. Ognuno porta su di sé l’odore degli altri.
Camminare assieme per avere la certezza di camminare con il pastore è l’invito che ci rivolge il vangelo. Parafrasando il pensiero di papa Francesco potremmo dire che il camminare assieme implica assumere come stile di vita l’avere un cuore solo e un’anima sola (cfr. At 4,32). E questo si ottiene non solo con una propria santità personale, ma si ottiene camminando davanti al fratello per indicare la strada e sostenerne la speranza, standogli accanto facendogli sentire vicinanza e accoglienza e aspettando ogni suo ritardo con comprensione e misericordia.
Infine quando si parla dell’estraneo non si deve solo intendere una persona che ci svia dal cammino di fede; ha un significato molto più ampio. L’estraneo è tutto ciò che ci impedisce di camminare con i fratelli e di rimanere in comunione con il Signore. Sono le stesse vicende della vita che ci portano a camminare per altri sentieri, a camminare da soli in preda dei nostri problemi in cerca di soluzioni. Non lasciamo che l’estraneo ci porti lontano; stiamo attaccati ai fratelli e saremo con il pastore.