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Commento al Vangelo, 23 maggio 2021 – Pentecoste

Oggi si celebra la solennità della Pentecoste dove si ricorda l’effusione del dono dello Spirito Santo sui discepoli, così come descritto negli Atti degli Apostoli (cfr. At 2,1-4).
Il brano del vangelo di Giovanni, che ci presenta la liturgia, però, non narra di cosa sia successo il giorno della Pentecoste, ma è Gesù stesso che parla dello Spirito Santo e della sua missione. Gesù chiama lo Spirito Santo: Paràclito. È un termine greco preso dall’ambiente giuridico che sta ad indicare la funzione di difensore dell’accusato in un processo. Lo Spirito Santo viene così identificato come colui che sta vicino per difendere, per portare aiuto e consolare, come colui che è chiamato vicino a chi ha bisogno di protezione. È colui che viene e rimane accanto ai poveri, agli indifesi, ai deboli. E viene ogni volta che lo si chiama, così come suggerisce il verbo paracleo: chiamare vicino. Lo Spirito Santo è chiamato vicino a chi ne fa ricorso.
Ecco un primo significato per la nostra vita. Non siamo abbandonati e non siamo lasciati incustoditi: Dio rimane sempre al nostro fianco nelle diverse situazioni concrete della nostra vita. Non c’è momento o situazione dove lui non possa essere presente, non per accusare o rimproverare, ma per stare dalla nostra parte, per darci forza, per sostenere la nostra speranza, per darci consolazione e non farci mancare la gioia di sentirci amati. Sta a noi chiamarlo e lui verrà perché il suo compito è quello di starci vicino.
La condizione perché sia vicino non è però una perfezione morale o una preparazione spirituale o dottrinale, ma l’essere nel bisogno. E chi di noi non è nel bisogno?
La nostra forza, pertanto, non sta nella nostra perfezione, ma nell’essere bisognosi. L’essere bisognosi ci mette in grado di chiedere aiuto a colui che viene vicino a noi. La nostra forza è trasformare le nostre povertà in invocazione di aiuto allo Spirito Santo, a colui che viene vicino.
E quando viene vicino i nostri occhi si aprono e vedono la bontà di Dio, un Dio che ci ama, un Dio che non abbandona. Lo Spirito Santo ci aiuta a credere nella resurrezione, il vero giudizio divino che non condanna, ma che salva; ci aiuta a superare le paure che sorgono da qualsiasi accusa che viene dalla vita; ci aiuta a vivere la gioia di essere salvati.
Cosa fare?
Chiamiamo lo Spirito Santo ogni volta che vacilliamo nella speranza, ogni volta che i problemi tentano di soffocarci, ogni volta che sentiamo il bisogno di consolazione, ogni volta che la gioia viene soffocata dal dolore e dalla tristezza, ogni volta che abbiamo perso la pace per le nostre ribellioni.
Chiamiamolo vicino a noi e lui verrà. E allora testimonieremo che non siamo abbandonati, ma sempre amati.