Approfondimenti

Commento al Vangelo, 23 aprile 2023 – Lc 24,13-35

I discepoli erano in cammino verso il villaggio di nome Emmaus, tristi per la morte di Gesù e la fine di una speranza messianica riposta nel Nazareno. A ciò si aggiungeva il messaggio delle donne che, non avendo trovato il suo corpo, erano venute a dire di aver avuto una visione di angeli, i quali affermavano che Gesù è vivo. Si potrebbe dire che oltre al danno c’era anche la beffa! Poveri discepoli, confusi e disorientati… molto simili a noi…
Ecco che Gesù in persona si avvicina a loro, ma non lo riconoscono, presi come erano delle loro convinzioni. In questo contesto Gesù, dopo averli ascoltati, comincia a spiegare in un’altra luce gli eventi di cui erano stati spettatori. È come se Gesù riavvolgesse il nastro dello stesso film in senso opposto… I discepoli parlavano di fallimento e chiusura di un tempo, Gesù invece parla della realizzazione delle promesse cominciando da Mosè e da tutti i profeti. Gesù non racconta eventi diversi, ma li vede in un’ottica diversa, quella del compimento della fedeltà di Dio e della Sua potenza.
Spesso vorremmo che il Signore cambiasse la storia, cancellasse eventi tristi e rendesse tutto, come per magia, bello e facile. Vorremo che creasse cose nuove invece di fare nuove tutte le cose.