La particolarità straordinaria, anzi unica, del cristianesimo è questa: è una religione di adorazione di un Messia annunciato e atteso da un’altra religione.

Come osserva Pascal, è a Gesù che Antico e Nuovo Testamento mirano:

L’antico come al suo atteso, il Nuovo come al suo modello. Tutti e due come al loro centro.

Dunque, aggiunge:

Questa religione che consiste nel credere che l’uomo è caduto da uno stato di gloria e di comunione con Dio a uno stato di allontanamento da Dio, ma che noi saremo ristabiliti nello stato originario da un Messia la cui venuta è profetizzata da altri: ebbene, questa religione è sempre esistita sulla terra. Ogni cosa è passata, ed essa sola ha continuato a esistere.

Insomma, c’è da ripeterlo: dall’inizio della storia di cui abbiamo testimonianza sino a oggi, Gesù è stato o annunciato o adorato.

Budda, Confucio, Lao-Tse, tutti gli iniziatori di religioni sono storicamente degli isolati. Appaiono, in altre parole, senza che la tradizione religiosa precedente li annunci.

Gesù è invece il punto centrale di uno slancio di attesa (forse di 18-20 secoli, comunque non meno di 12) che lo precede; e di uno slancio di adorazione che lo segue. Per altri venti secoli, sino a noi, la Chiesa ha proseguito l’opera della Sinagoga.

Come è stato osservato, uno sviluppo ininterrotto e omogeneo come questo, esteso su una quarantina di secoli, è contrario alle leggi che regolano i fenomeni storici. Anche perchè questo Messia non è annunciato da un solo profeta. Ma da una serie di uomini che, per secoli, predicono e completano via via la predizione.

Una situazione assolutamente unica, lo ripetiamo ancora. Questo solo carattere del cristianesimo è infatti sufficiente, secondo molti studiosi, per dargli un posto del tutto a parte nella vicenda religiosa del mondo.

Vittorio Messori – Ipotesi su Gesù